Il profumo dell'estate

In giorni come questi, in cui non tutto va come vorresti (marito e pupo malati, il lavoro che invece di dare soddisfazione da frustazioni), ci si può rifugiare nei ricordi almeno un po'.
Quando ero piccola abitavo a Roma. Io non subisco il fascino della città eterna (anche se mi trasferirei volentieri dentro San Filippo Luigi dei francesi!) e da piccola non mi piaceva. Per me la cosa più bella del mondo era tornare a casa in Umbria, dai nonni.  Li era il mio regno, il regno della mia infanzia. 

Stare con i nonni significava stare con nonno, che con mia nonna, in realtà, non son andata mai d'accordo. Con mio nonno che si chiamava Odolindo (saranno stati in due in tutta Italia?), ma per me era nonno Dindo. Con mio nonno che se glielo avessi chiesto avrebbe provveduto a spiccare la luna e mettermela al collo. Con mio nonno che fumava due tipi di sigarette: un tipo puzzolente e un tipo che mi piaceva (ho passato i trenta: una volta sul fumo passivo si lasciava più correre!). Con mio nonno che mi comprava le peggio schifezze alimentari, che durante l'anno vedevo con il binocolo. Con mio nonno che mi portava sulle spalle. Con mio nonno che sapeva di saponetta, e ancora oggi quello per me è il profumo degli
uomini. Con mio nonno che non sapeva le favole, manco mezza, e allora mi raccontava la storia di Davide contro Golia, oppure quella di Sansone per farmi addormentare. Con mio nonno che prendeva sempre le mie parti quando facevo una bischerata, che se ci provasse oggi mia mamma (sua figlia) con il mio mi arrabbierei come una pazza. Con mio nonno che ogni anno faceva nuove talee di ortensie che poi dovevamo annaffiare. Con mio nonno che mi portava sul seggiolino in bicicletta. Con mio nonno che vedeva Ok il prezzo è giusto e comprava la settimana enigmistica tutte le settimane. Con mio nonno che mi leggeva le vignette della settimana enigmista la mattina e poi io gliele leggevo la sera. Con mio nonno che mi ha sempre amato tanto, e anche io, solo che glielo mai detto abbastanza.
Share on Google Plus

About ...ma la notte no!

    Blogger Comment
    Facebook Comment

16 commenti:

  1. Sono sicura che lui lo sa ugualmente!!!

    RispondiElimina
  2. questi racconti d'infanzia sono dolcissimi

    RispondiElimina
  3. io i miei nonni non li ho mai conosciuti, quindi non gli ho mai regalato quel sorriso e quegli abbracci che i nipoti sanno dare..
    mattia ha tre nonni, uno purtroppo non lo hai mai visto..

    RispondiElimina
  4. Meraviglioso nonno, anche io ne avevo uno simile.. Secondo me li fabbricavano apposta per controbilanciare la durezza delle nonne.. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi sa che hai ragione! devo ammettere però che a volte è il contrario!

      Elimina
  5. il mio Ema, due anni da poco, ha perso il nonno, IL NONNO per eccellenza che lo faceva giocare e gli cantava le canzoncine in dialetto, da pochi mesi, pensavamo fosse troppo piccolo per sentire la mancanza, in realtà ha passato i primi mesi a chiedere dov'era il nonno, a piangere quando non lo trovava al suo solito posto, gli abbiamo detto che è lassù, ora in qualche modo ha metabolizzato la cosa e se lo dice da solo..."è lassù il nonno", la psicologa dell'asilo ci ha detto che chi è stato così tanto amato anche se per poco tempo avrà sempre nel cuore questo ricordo e consapevolezza, nonostante la tenera età.il tuo racconto mi ha dato fiducia sul ricordo che il mio ometto avrà del nonno.anna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sicuramente, soprattutto se voi gliene parlerete! molti dei ricordi che io ho di mio nonno sono consapevole che sono di seconda mano!ma non per questi sono meno forti

      Elimina
  6. Nonni inesistenti i miei, e pure quelli dei miei figli purtroppo... mi sarebbe piaciuto averne uno come il tuo! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Argh, non sei la sola... Io la poesia della nonnitudine non so cosa sia e purtroppo nemmeno mia figlia.

      Elimina
  7. che bel racconto.. io li ho persi in piena adolescenza e mi mancano sempre...

    RispondiElimina
  8. Scrivere un post così dolce su tuo nonno è già di per se' una meravigliosa dimostrazione d'amore che si merita in pieno leggendo i ricordi speciali che ti ha lasciato. D'altronde, come dice sempre mia madre, "chi semina raccoglie" ;-)

    RispondiElimina
  9. Sono sicura che lo sa già!
    Dirlo o acriverlo una vota di più, però, non fa mai male!

    RispondiElimina
  10. (San FILIPPO dei Francesi? o San LUIGI dei Francesi?)

    RispondiElimina