cos'è un trentenne

In questi giorni di apatia, non scrivo qui sul blog, ma vi leggo molto. Oggi son capitata sul blog di Pollywantscracker e ho letto questo post molto bello. E mi è partita l'emulazione.
Io sono ancora catalogabile come trentenne, per cui...
Un trentenne oggi lavora, tanto. In modo precario o in modo più stabile, ma comunque tende a farsi di più il culo di quanto non facessero i "nostri genitori" (nel senso più ampio del termine) trent'anni fa per lo stesso lavoro. Un trentenne oggi si sente fortunato se ha un lavoro più o meno fisso (come me...io dico sempre che son fortunata perchè faccio un lavoro che amo e son pure pagata regolarmente per farlo), come se non fosse un nostro diritto costituzionale. Lavorare dignitosamente, intendo.

Un trentenne di oggi a volte a figli a volte no. Ma se ci la è un miracolo che abbia uno straccio di nonno a cui appoggiarsi. Intendo un nonno che abita vicino e non lavora. E se ce l'ha, quello può pure sognarsi la pensione, perchè sarà arruolato al ruolo di nonno a tempo pieno. Perchè la famiglia patriarcale non c'è più, ma lo stato sociale nord europeo da queste parti non s'è mai visto.
Un trentenne di oggi di solito vive in affitto. E se non è in affitto, casa l'hanno comprata mamma e papà. E se non gliela hanno comprata mamma e papà, se la son comprata con un mutuo garantito da mamma e papà o da qualcun'altro pensionato, perchè oggi non basta lavorare stabilmente per farsi dare un mutuo, che le banche delle case non sanno che farsene. Oppure come noi, ti dice una gran fortuna, riesci a trovare qualche forma strana, una cooperativa, un mutuo- affitto, un affito con riscatto, o qualsiasi altra forma creativa di acquisto. E se non se la sono comprata così... non lo so non conosco nessuno che se la sia comprata in un altro modo.
Un trentenne di oggi viaggia abbastanza. Sa così booking e sa utilizzare diligentemente ciò che trova su trip advisor. Non è un nativo digitale, ma se è stato fortunato ha scoperto internet in adolescenza. Ma non come è oggi, lei/ lui aveva internet 1.0, e già sembrava tanto.
Un trentenne di oggi ha visto dei cartoni così giapponesi quando era piccolo che è già un miracolo che non abbia gli occhi a mandorla.
Un trentenne di oggi riesce a mantenere l'attenzione per più di 5 minuti su un testo, sa che significa prendere  appunti anche senza avere le slides sotto, ha fatto in tempo a fare gli esami di maturità con il nuovo metodo, ma qualcuno invece no. Un trentenne di oggi si è iscritto da solo all'università. Nel senso che magari ne ha parlato a casa, e ci ha pure ragionato con i suoi, ma poi ha preso l'auto, il bus, il treno o quel che è ed è andato da solo ad iscriversi. Perchè non c'era internet come è oggi e nessun genitore avrebbe visitato la sezione dedicata ai genitori sul sito dell'univeristà, che allora non c'era e oggi c'è.
Un trentenne di oggi a volte si veste da 16 enne e si fa le foto come se di anni ne avesse 18. Un trentenne di oggi spesso crede che la generazione precedente abbia fatto diversi casini, che non abbiano pensato con un po' di calma. Che se è vero che la prima generazione costruisce, la seconda gode e la terza sfascia, allora noi siamo la quarta.
Un trentenne di oggi spesso credo che sia cosa sua il mondo. Che non è vero che tutto deve andare a rotoli per forza. Che ci si può metter insieme e che ci si può rialzare. O che almeno prima di mollare vale la pena provare. Ma alcuni pensano che invece no, conviene rimanere dove si è.
Un trentenne di oggi tende ad essere più adulto di un quarantenne, oppure è rimasto ai suoi 18 anni e pensa più comodo rimanere li. Un trentenne di oggi, a volte, si sente più vecchio dei vecchi e pensa che lui a 90 anni come sua nonna non ci arriverà. Perchè non ne ha la tempra. O forse si sbaglia.
Un trentenne di oggi si fa prendere dallo scoramento per il paese dove gli tocca vivere e dove non sa se sia così bello crescere un figlio. Ma forse si sbaglia...

pollywantsacracker
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About ...ma la notte no!

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21 commenti:

  1. leggendo questo post trovo molti punti in comune con la mia esperienza, altri no e questo perchè sono più vicina ai 40 che ai 30, ahimè! comunque è vero, siamo gli adulti ma siamo ancora considerati i "giovani" che devono chiedere l'elemosina ai vecchi. come dici tu i nostri genitori ci comprano casa, ci tengono i figli, ci pagano gli extra. certo è che viviamo in un paese che basa la sua economia su nonni e casalinghe, non andremo molto lontano.
    lo spazio per i genitori sui siti delle università mi mancava... ma davvero?!? mi chiedo se sono più rimbambiti i genitori o i figli, a questo punto.

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    1. ebbene si.. c'è la pagina per i docenti,per il personale ta, per gli studenti e per i genitori. una tristezza che definire infinita è poco. se ti dico quanti genitori chiamano le segreterie per risolvere problemi banali che i loro figlioletti potrebbero tranquillamente gestire....
      tristezza ....

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    2. si, la pagina per gli studenti dovrebbe essere già sufficiente per entrambi. voglio dire, nell'era di internet io da genitore mi informerei è chiaro prima che mio figlio si iscriva all'università, ovviamente parlandone con lui, consigliandolo e cercando di capire qual'è la scelta giusta (nessuno manda i propri figli allo sbaraglio e del resto anche ai miei tempi se ne parlava a casa!), ma penso che un sito con tutte le informazioni per gli studenti mi possa essere sufficiente a farmi un'idea, no? e poi una volta deciso, insieme al ragazzo, se la vede lui. ai miei tempi mi sarei anche vergognata se mia madre fosse andata in segreteria per me, se l'avessi incontrata avrei fatto finta di non conoscerla :-D insomma ma questi ragazzi proprio non hanno alcun sentimento di ribellione e distacco dalle famiglie? e poi ci lamentiamo se i nostri coetanei si fanno letteralmente sostituire dai genitori per quanto riguarda l'educazione e la cura dei propri figli... mi sembra che di generazione in generazione vada sempre peggio. spero di ricordarmene fra qualche anno!

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  2. Io di anni ne ho quasi 40 ma ho paura di non sbagliarmi e vorrei un altro mondo per i miei figli.

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  3. Io sono trentenne, ho un lavoro come libero professionista, nonni che in parte lavorano ed in parte no, una casa appena acquistata da soli ma da ristrutturare (non da soli), un figlio e tanti se e tanti ma...speriamo che che gli "invece no", si sbaglino...
    concordo sulla definizione di giovani vecchi e di quarta generazione!

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  4. Eccola qua una trentenne in attesa della generazione futura!

    Proprio oggi pensavo che mio figlio ha già fatto un paio di voli intercontinentali dentro alla mia pancia e verosimilmente ne farà un altro entro il suo primo anno di vita. Penso che già questo renderà diverso il suo sguardo sul mondo!

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  5. No, no tesoro, non si sbaglia per niente, io non mi illudo più :(

    (a me la casa l'hanno pagata per metà i miei, e metà mutuo, senò campa cavallo...)

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  6. bel post!noi dei trenta siamo i giovani vecchi!

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  7. MAlanotteno ... questo post è meraviglioso.. mi ha fatto quasi commuovere... NOI TRENTENNI! :)

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  8. Ti ho scoperta con questo post...davvero centrato!
    Da trentenne...colpita e affondata!!!!
    Un abbraccio!

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  9. Quanta verità in questo tuo post. Io ne compio 43 quest'anno e dieci anni fa era esattamente come stai descrivendo tu ora. Purtroppo la crisi di questi ultimi tempi ci fa regredire sempre di piu e non so chi è che crede ancora alla favola della ripresa.
    p.s. perdonami se non ti leggo spesso ma sto latitando. Passo un pò più tempo su fb per cazzeggi vari appena ho tempo e li ci sei, almeno ti sento un pò piu vicina :D

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    1. è il periodo che porta alla latitanza! pure io cazzeggio anche troppo su FB!

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  10. Davvero un bellissimo post Lucia! Mi è piaciuto tanto e mi ha anche commosso.....ma una cosa mi è rimasta impressa e mi ha lasciato interdetta....la sezione dedicata ai genitori nel sito dell'università?!?!?!?!!??

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  11. E' per quello che tu scrivi, che io voglio per i miei figli (tra i dodici e i sedici anni) un futuro. Non uno qualsiasi,ma un futuro dove possano esprimersi, faticare, sì, conquistarsi la vita e soprattutto essere felici. E' per questo che li ho desiderati, è per questo che li amo, è per questo che ...non visiterò mai la sezione del sito dell'università dedicata ai genitori!!!! ;D

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  12. Io ho 60 anni e un figlio di 13, che sono contentissimo di avere messo al mondo, e pure lui sembra esserlo.
    Quando avevo 30 anni mi sentivo vecchio, mi sembrava di sapere tante cose della vita, tutte quelle indispensabili.
    In realtà, in questi ultimi 30 anni, la vita mi ha portato e insegnato mille cose inaspettate: belle, brutte, di tutti i tipi. E soprattutto ho imparato che più che le differenze per età o per sesso, conta quanto rispetto e importanza abbiamo per noi stessi e per agli altri.
    Il mio ideale è che ci si possa sentire giovani e vecchi a qualsiasi età, dopo l'adolescenza, che si riescano a far coesistere in noi le qualità positive della giovinezza con quelle dell'età avanzata.
    Perchè la società è comunque determinata dagli individui che la compongono e dalle relazioni che hanno tra loro mentre i suoi nemici più terribili sono l'individualismo da una parte e l'adesione acritica alle mode imperanti dall'altra.

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  13. ciao :) carinissimo il tuo blog ,ti ho trovata grazie all'iniziativa Link Party ,se ti va ti unisci a tua volta al mio bloghettino ? :) http://taniabarbarasoni.blogspot.it/ (✿◠‿◠)

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  14. condivido ogni tua parola, anche per me è così!

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