Saggiamente...

Questo è un post vetero femminista che arriva con qualche giorno di ritardo, ma la riflessione porta via tempo.

La questione dei saggi: sono vecchi e uomini. fatemi togliere due o tre sassolini.
Primo: ma voi alla parola saggio non pensate a Gandalf del signore degli anelli? Io si, per cui capirete che non mi stupisca dell'assenza di giovani. Disolito si parla di beata gioventù, dell'entusiasmo dei giovani, dell'irrequetezza, della sventatezza. Io della saggezza giovanile non ho mai sentito parlare.

Secondo: non ci sono donne. Ecco vi lascio qualche minuto per pensare ai primi nomi di donne direttore dell'Istat o presidenti della Corte Costituzionale che vi vengono in mente. Come dite? Non vi vengono in mente? Forse perchè non ci sono mai state! Allora pensate a qualche ex presidente della camera donna: è facile! Una è morta e l'altra... beh, l'altra è la Pivetti. Le critiche all'assenza di donne sono ipocrite: non ci sono donne perchè nelle stanze dei bottoni le donne in Italia non ci sono. Punto. Certo abbiamo donne intelligenti, brave, che si son fatte un gran mazzo e che hanno ottenuto ruoli visibili, ma lontani dal potere quello vero per davvero! I 10 saggi non sono altro che 10 rappresentanti di figure, ruoli strategici ed importanti per il potere politico ed economico del nostro paese. E in quei posti ci sono uomini!


Detto questo cambiamo argomento (ma mica tanto...)

Elezione del PdR. Io mi ricordo tre elezioni in vita mia e 4 presidenti. Tranne che per quella di Scalfaro (ero una bimba!) ricordo che ad ogni giro si tira fuori la questione di una donna alla presidenza della Repubblica. A parte il fatto che sarei più contenta di avere una candidata Premier (che non sia la Santachè!), io ricordo a tutti i giri un nome: Emma Bonino. Senza alcun riferimento al favore o meno della candidatura (son disposta a perdonarle l'eccesso di zelo verso Pannella, meno il voto al governo Berlusconi), mi chiedo: ma possibile che non ne abbiamo anche un'altra? E' triste: sempre e solo un nome! Non abbiamo prodotto nient'altro?

E per finire questo flusso di pensieri mediamente incaxxati....

Non so se avete letto questo articolo ....beh sintetizza tutto.
In Italia si pensa di risolvere la discriminazione di genere con le quote. Le quote non risolvo un caxxo. Anzi aggiungono una differenza: quella tra le donne di classe medio alta e medio bassa. Ed ad essere sincere un dubbio già ce lo avevamo... voglio dire: a quante di noi interessa il fatto che nei CdA debba esserci una certa quota femminile? I nomi sono sempre quelli, portate dalle figlie di. Le quote rosa in parlamento o l'obbligo di votare un uomo e una donna, poi, sono una foglia di fico grande quanto quella di un banano, un'ipocrisia di dimensioni mondiali. A che serviamo: come arredo sopra il comò?

Nei paesi più "femministi" (il nord europa) le politiche per le donne sono vere politiche sociali che riguardano anche gli uomini. Sono politiche per ribilanciare il peso della cura dei figli tra i genitori, per responsabilizzare gli uomini sul rispetto del corpo delle donne.

Se gli uomini italiani non diventano femministi (e se noi donne continuiamo a vergognarci di dirci tali!) non cambierà nulla. Non serve niente scandalizzarsi poi se dove si decide non ci siamo. Bisogna lottare prima per entrarci.

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About ...ma la notte no!

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22 commenti:

  1. Anche nei concorsi militari ci sono le quote rosa e sai come va a finire? Che tutti gli altri pensano che tu sei entrata solo perchè ci sono quelle maledette quote e non perchè te lo meriti! E fra un po' in Marina ci saranno i primi comandanti delle navi donne...vorrò proprio sentire i commenti!

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  2. Parlare di quote significa parlare di discriminazione, del tipo "riserviamo dei posti ai più deboli" e questo è già il primo passo per non esserci. Io non voglio le quote, voglio il merito, sempre e comunque, maschio o femmina che sia. Il problema è che noi donne abbiamo paura di avere merito, non osiamo, non chiediamo, per prime ci abituiamo a fare un passo indietro, a cedere il psoto a qualcun'altro...a volte non crediamo nemmeno in noi e forse è per questo che non ci siamo, anche perchè diciamocela tutta, chi sono i nostri concorrenti?!??!

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    1. Sulla questione merito/quote sono d'accordissimo
      Sul fatto di non volere noi affermarci fino ad un certo punto.
      Se alle selezioni per un posto mi domandano se voglio avere un figlio e ad un altro candidato uomo no il merito si va a far friggere. E perchè un uomo può avere tutto e noi no? Mi son rotta....

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    2. Questo e' vero soprattutto se pensi che certe domande sono pure illegali. C'è tanta ignoranza in giro e l'ignoranza e' sempre dettata dalla paura. Una donna intelligente fa paura...

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    3. Vero su entrambi i fronti. Molti uomini sono terrorizzati dalle donne intelligenti!

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  3. Se le mamme dei maschi non smettono di crescere i figli convincendoli che le donne siano create per stare al loro servizio, questa cosa non cambierà mai.
    Abbiamo una bella responsabilità noi per prime!

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    1. vero, verissimo! non sai quanto io la senta!

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  4. fantastico questo post...
    viva le donne

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  5. bel post! Boia che ti è successo per fartelo scrivere?? eri carica eh!!! :) pensa a quanti discorsi ho sentito io che faccio ingegneria sulle donne.... il prof quando ha visto una neomamma con la neonata di 15 gg all'esame a cui siamo bocciati tutti le ha detto: "mi dispiace che debba fare l'esame in queste condizioni.." non poteva invece congratularsi farle i complimenti o qualcosaltro? non è mica malata! è una mamma! coraggiosa anche che a 15 gg dal parto si è fatta 2 ore di viaggio per andare a fare quel cacchio di esame! voglio vedere quando vedrà il mio pancione.. :)

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    1. il mondo universitario è molto maschile! Ho lavorato sempre durante tutta la gravidanza e so che significa conciliare... ti faccio tanti in bocca al lupo e non ti far fregare dai prof che pensano di essere tutti premi nobel!

      ps: l'embolo femminista io ce l'ho inserito quasi sempre! poi in momenti come questi esplode facile facile!

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  6. Io esco un po' dal coro, anche perchè altrimenti la mia riflessione sarebbe troppo lunga.
    Voglio dire solo che in certi posti, di solito di potere, io sogno che ci sia la persona migliore per quel posto, in tutti i sensi e che non ami il potere, lo fugga come la peste, che viva ciò che fa con senso di sacrificio e responsabilità. Qualunque sia il suo sesso, il suo aspetto fisico,la sua "razza", la sua condizione sociale, la sua religione, a me davvero non importa, per me non è mai una questione di genere. Sogno? :)

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    1. son d'accordo. ma allora partiamo tutti pari senza tirare fuori le donne prima!
      Tra l'altro quello che scrivi è il motivo per cui odio le quote rosa o la preferenza di genere. Chi è bravo è bravo. Permettiamo a tutti di arrivarci.

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    2. Ah, sì, assolutamente, partenza allineata!
      Com'è che la chiamano?...ah, sì, meritocrazia!! Parola vetusta... ;D

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  7. Brava.
    Sono le stesse cose che penso io, paro paro.
    E al riguardo della meritocrazia vs le quote rosa, mi sono ritrovata, a 15 giorni dalle elezioni, a sentire una deputata dire la sua prima stronzata:
    http://girandolaprecaria.blogspot.it/2013/03/domande-piacere.html
    e sai perché è lì? perché è giovane, e donna, e il PD ha fatto le sue quote rosa.

    Ci vuole un cambio di mentalità. E noi, da donne, possiamo fare tanto.
    Innanzitutto con l'educazione dei figli (maschi e femmine).
    E poi pretendendo che la cura dei figli (e anche la casa) sia di entrambi, in famiglia, e non solo della donna, che già lavora fuori casa come lui.
    Eppure, nel 2013, sento ancora un sacco di amiche trentenni (!!) che, dopo le fatidiche 40 ore in ufficio, passano la serata a stirare perché "sai, lui mica è capace".
    Non è solo lo stirare, ma da lì si può partire.

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  8. sono d'accordo a metà. è vero che le pari opportunità non si fanno con le quote, ma con tutta una serie di politiche x la famiglia e la conciliazione. è vero che sarebbe bello che ci fossero più donne in posti di rilievo solo per i loro meriti. ma è vero anche che senza quote, secondo me, le cose cambierebbero molto lentamente. non mi piace la teoria che con le quote poi andrebbero avanti le donne senza merito, o meglio con meriti diversi dall'intelligenza o dalle preparazione. statisticamente le donne sono la metà della popolazione e quella parte che studia di più e con maggior successo. perchè mai a priori si dovrebbe pensare che la donna scelta non sarebbe stata scelta altrimenti? questo è un pregiudizio. nei paesi scandinavi, che tu citi e che sono per me un modello di civiltà, è vero che le politiche per le donne sono ben altre, ma ci sono anche le quote. amici che vivono in Svezia mi dicono che adesso le aziende hanno il problema opposto. gli tocca spesso assumere uomini non ostante i candidati migliori siano donne, per poter rispettare queste quote. perchè sono quote "di genere", e si dovrebbero basare sul presupposto che un ambiente lavorativo è migliore, e più produttivo, se entrambi i generi sono rappresentati in maniera equa. e ti dico, io lavoro in un ambiente a maggioranza maschile, mio marito in un ambiente a maggioranza femminile, ma entrambi notiamo gli stessi difetti e siamo convinti che se ci fosse più "varietà" di genere si lavorerebbe tutti molto meglio.

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    1. il tuo commento però mi da ragione! In svezia funzionano male al contrario!
      Le quote o cose del genere servono se sono una parte della soluzione, non la soluzione (come è stato in italia!). In svezia c'è un mix che funziona e una mentalità diversa. In Italia insegnano solo le donne: io non conosco i dati ma sono certa che in svezia o norvegia non sia così. I motivi della strapresenza femminile sono chiari: assorbiamo laureate e il lavoro è gestibile con una famiglia.

      In politica, purtroppo, finora ho avuto tante prove che molte delle donne inserite lo sono state solo per numero. Non tutte, bada! Alle ultime elezioni avrei votato volentieri (potento!) per Lia Quartapelle, con cui non condivido pienamente la visione politica ma che apprezzo come politica brava, preparata e appassionata. Ma nella mia esperienza è più un'eccezione...

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    2. dipende da qual'è l'obbiettivo... secondo me è giusto che si dia la rappresentanza ad entrambi i generi e se uno dei due è in minoranza è giusto che sia favorito. a parte che non so se percentualmente siano poi così tante le aziende che si sono trovate ad assumere uomini per soddisfare le quote. l'esempio mi è stato fatto per dire che se uno gliene dà la possibilità, le donne sono in gamba e la situazione si può ribaltare (perchè qui ancora tanti sono convinti che in fondo alle donne interessa più fare le casalinghe e le mammine e se sono poche in politica o ai vertici delle aziende è perchè fondamentalmente "le donne" non lo vogliono). io poi sarei d'accordo sulle quote di genere anche in lavori prettamente maschili: insegnanti e persino educatori di asilo nido, così come ostetrici (parola che nemmeno esiste al maschile!). le differenze, anche di genere, non possono che portare un contributo positivo. in un mondo ideale certo non ce ne sarebbe bisogno. ma il mondo NON è ideale, specie in questo paese, e quando sento dire che le quote sono offensive perchè è come se fossimo una categoria debole, da proteggere, rispondo si, lo siamo. lo dice la statistica.

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    3. comunque, riguardo anche a quello che dici sulla politica, è la mentalità che deve cambiare. ma non cambierà mai se non gli si dà una spinta a questo cambiamento. io qui di spinte ne sto vedendo davvero poche.

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    4. 3 cose:
      1) dare l'opportunità come dici tu, non il posto: d'accordissimo!
      2) Pensa che dove ho partorito il capo è un ostetrico e tutte quelle che ci hanno partorito dicono che sia bravissimo (io non mi sono combinata!)
      3) Al nido del pupo l'anno scorso c'è stato un insegnante maschio (laureato in psicologia infatile tra l'altro!)...per poco non succede un casino con i genitori. Non volevano che cambiasse i bambini della sua classe... se le capocce restano queste...

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  9. D'accordo con te su tutto, solo in parte sulle quote.
    Ci vorrebbe meritocrazia e basta, al di là del sesso e certamente il cambiamento deve partire dall'educazione dei bambini e dagli uomini, perchè anche loro devono cambiare mentalità
    detto questo, come Cosmic credo che l'idea delle quote per aiutare la "statistica" in un mondo come il nostro affatto ideale, sia positiva. Pensano che quelle donne ci siano solo perchè protette dalle quote? Anche qui, non è la quota il problema ma la mentalità.
    E infine, purtroppo spesso le donne sono le peggiori nemiche di se stesse!
    p.s. Mi piaci quando scrivi in...ata!Hai grinta!

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    1. grazie! Mi piace tantissimo leggere i vostri commenti! sono stra pieni di spunti!

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