Questo non è un paese per vecchio ... (però manco per giovani!)

In questi giorni diverse cose mi stanno facendo pensare molto. E non è un bene per la mia salute mentale. Fortuna che un po' mi posso sfogare con Maritozzo, ma mettere le cose qui nero su bianco mi aiuta.

foto da http://marisamoles.wordpress.com/tag/giovani-e-vecchi/
In questi giorni per ovvi motivi mi viene sempre più in mente che questo non è un paese per i giovani. Devo dirvi come sono messe le università, qual è il tasso id occupazione giovanile o quanti mutui vengono concessi agli under 40? No, lo sapete da soli e potete tranquillamente allungare questa lista così breve appena scritta.
Pensavo proprio in questi gionri a come sia strano che al lavoro mi considerino ancora quasi una studentessa. Non scherzo. Ok, l'aspetto non m'aiuta, nè il fatto di aver avuto qualche collega come insegnante e io peggioro le cose non sapendomi vestire "da signora". Però, cacchio, c'ho pur sempre 31 anni e sono - some si sul dire- una madre di famiglia! Sono cresciuta, cacchio! Mia madre alla mia età veniva considerata una madre in là con gli anni, visto che aveva una bimba di un annetto (lo so, erano altri tempi e ne son passati di anni!). Le stesse vicende di questi giorni - a prescindere da come la si pensi- dovrebbero far riflettere. A 37-38 non si è ragazzoti: si è uomini (mio padre a quell'età veniva considerato un papà vecchio con una figlia di 3 anni!). Ma non si diventa mai grandi? Non diventiamo mai grandi? Quando si diventa adulti se una mamma di un 35enne ancora a casa, che non si sa che vuole fare, che non si sa se si vuole impegnare, che fondamentalmente non sa, lo giustifica con un: Ma fallo divertire! Ma che centra? Uno si può divertire comunque, ma i 16 anni ormai li hai doppiati (comunicazione di servizio: amore di mamma, scordatelo proprio lo stesso trattamento! La cicogna spero ti abbia spiegato che mamma t'è toccata: per questo apporfitta ora della coccole che schifi, che quando sarai grande sarai sempre "un piezzo 'e core" ma sarai grande! fine della comunicazione di servizio).

Pensando di queste e altre cose (che non scrivo per non angosciare) mi è sorto un dubbio: ma non è che il problema è un altro. Se noi diventiamo grandi sul serio ci vuole che qualcun'altro diventi vecchio, se no l'ordine cronologico non regge! Ora, non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che qui non invecchi più nessuno o quasi. A 60 anni ci crediamo ancora giovanotti, i 70 sono diventati i nuovi 40... ma la vecchiaia non portava saggezza? Ci fa schifo la saggezza? Boh... non so, può darsi... mi torna in mente un articolo in cui si diceva di come gli anziani vengano oggi allontanati spesso dall'ambito familiari, di come siano considerati un peso e di come ormai si muoia soprattutto fuori casa, visto che si invecchia altrove. Forse per tornare ad essere un paese anche di giovani bisognerà iniziare a sapere di essere anche un paese di anziani.


(Il 2012 è stato l'anno europeo della vecchiaia attiva. Speriamo che nel 2013 qualcuno si occupi della giovinezza passiva....)

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About ...ma la notte no!

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14 commenti:

  1. mi sono strafogata nei tuoi ultmi post.
    ti adoro come donna, mi iace leggerti perche' nelle tue parole traspare una mamma che sa cosa vuole dal la sua vita.
    e che bello il tuo pupo mentre fa quell alberello.

    annina sloggata

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    1. Annina!!! Eccoti! ti pensavo dopo il tuo ultimo post! torna, eh! Mi raccomando!!!
      Ps: grazie per i complimenti al pupo... anche a me piace tanto, ma sono di parte!

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  2. sono perfettamente d'accordo... questo è il paese dove i 30-40-enni sono i 'giovani', quando dovrebbero essere semplicemente gli adulti e avere in mano il mondo del lavoro e la società. invece come dici sono sempre considerati quelli che devono fare esperienza, gli eterni studenti, quelli che devono stare al posto loro. noi dovremmo essere la popolazione attiva, invece dobbiamo accontentarci delle briciole. anche perchè come dici tu chi ha 60-70 anni non si rende conto che è ora di passare lo scettro. la cosa triste è che spesso sono gli stessi 'giovani' a volersi sentire tali e a non voler dare fiducia ai loro coetanei. purtroppo si è generato un circolo vizioso che non si riesce ad interrompere e i risultati li stiamo pagando tutti, e li pagheranno anche gli anziani.

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    1. quanto c'hai ragione sulla co- responsabilità dei "giovani" stessi! Purtroppo!

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  3. Riflessione molto interessante questa.
    Mi trovi d'accordissimo, pensa che dissi le stesse cose quasi 20 anni fa ad un amico dei miei, che diceva che loro alla nostra età chissà che cosa avevano combinato di sensazionale rispetto a noi... gli risposi che doveva ringraziare di non avere avuto davanti una generazione come loro, che soffoca, che non sa dire basta, che non sa mettersi da parte, che non sa accettare che è ora di lasciare il passo ai giovani.
    Mi rispose che tanto i giovani erano incapaci.
    Ribadii che forse lui era abituato a suo figlio, ma che per fortuna non eravamo tutti così!

    Stronza, eh?

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  4. Interessantissimo post...e non ci riflettiamo mai abbastanza, io per prima che, dall'alto dei miei 38 anni, mi considero una ragazzina e spesso mi ci comporto e mi ci vesto. Che a volte faccio la figlia, ma cacchio sono una mamma, che faccio l'adolescente ma caspita sono una donna...se poi penso che mia nonna 83 anni finiti, si rifiuta di andare al pranzo del circolo degli anziani perché, per sue testuali parole, lei in mezzo ai vecchi non ci sta...il cerchio si chiude e capisco che dalla quercia non può nascere l'una, però ci rifletterò un po' di più e magari miglioro!!!!!

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  5. Verissimo quello che dici, non siamo capaci di invecchiare e quando lo facciamo, diventiamo un peso. Ieri era giusto prendersi cura degli anziani, oggi è una fatica che non vogliamo o possiamo fare.
    Io credo che buona parte di tutto questo sia dovuto alla scomparsa delle famiglie allargate, alla frammentazione in nuclei familiari sempre più piccoli e perciò più deboli e incapaci di prendersi cura degli altri perchè oberati da sè stessi.
    E anche questo tergiversare a casa dalla mamma, per mille scuse o motivi diversi, non fa che renderci meno capaci di prenderci adeguate responsabilità. Oltre che a portarci a scelte avventate dettate dall'orologio biologico più che dal buon senso.
    (sono abbastanza scoraggiata dal genere umano in questo periodo e mi continuo a chiedere che futuro sto offrendo a mio figlio, si sente?)

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  6. Bella riflessione e belli anche i commenti. Condivido eccome! Sono arci stufa di sentire parlare di miei coetanei come "ragazzi". Io mi sono autoimposta di chiamrarli(ci) donne/uomini signore/signori e se proprio non mi viene tipa/tipo, ma ragazzi no!

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  7. Non posso che darti ragione su tutti i fronti!!Purtroppo mi sembra che in questa Italia non ci sia più posto per nessuno se non per quelli che fanno parte della cerchia degli intoccabili.È veramente triste un Paese che non ha più speranze...

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