50 sfumature di incastro

Il lavoro e la famiglia non si conciliano: si incastrano. E non è la stessa cosa. E non riguarda solo le mamme.
Conciliare significa mettere insieme con un po' di grazia. Incastrare significa mettere insieme cercando di non farsi troppo male con gli spigoli. La differenza, spesso, sta nel portafoglio.
Conciliare dovrebbe significare poter lavorare e stare con i propri figli. Dovrebbe significare avere quel famoso tempo di qualità. Ecco,quel tempo di qualità non esiste quando torni a casa tra le 18:30 e le 20:00 e devi preparare cena per il pupo e per te. E' difficile mettersi a giocare insieme come vorrebbe lui e mantenere un minimo di decenza dentro casa. E si che io ho sposato un "homo domesticus"! Uno che sa che rifare i letti non genera impotenza, spolverare non fa venire la calvizie e l'aspirapolvere può essere usata da chiunque sappia camminare. Dividersi le faccende domestiche aiuta ma non risolve, perchè la stanchezza sua non vale meno della mia!
Magari questa non è la settimana migliore per scrivere questo post... inghiottita dal lavoro mi sono trovata a tornare a casa alle 20 e ritornare al pc alle 21... non è il massimo... però può essere da esempio.
Per me, questa settimana più di altre, conciliare famiglia e lavoro è significato ricorrere a mia madre, che ancora lavora ma che se non ci fosse sarebbe un dramma. Perchè, cara ministro Fornero, la scelta di abitare vicino ai genitori è dettata, nel mio caso, dall'impossibilità di pagare una bay sitter oltre il nido, tanto per fare un esempio. Sarebbe più facile, poter portare con sè, al lavoro, il proprio figlio, perchè tanto c'è il nido aziendale. Sarebbe più facile potersi permettere una babysitter, che così lei va a prendre il pupo al nido e non tuo marito di corsa che si incastra con tua madre, perchè lei esce e lui entra al lavoro e i tempi coincidono a volte si e a volte no. Sarebbe più facile trovare tuo figlio già a casa, invece di fare altri giri con la macchina, che tanto siamo tutti pendolare.Sarebbe più facile ma non lo è.
E allora tanto che ci sono vorrei approfittare: non si sa mai che il Ministro passi da queste parti e legga


cara Elsa,


ti volevo spiegare un paio di cosette, così evitiamo altre figuracce. Non so se hai notato: le donne lavorano poco, pure quelle choosy. L'idea dei 300 euro al mese in più per 6 mesi è un inizio ma da sola lascia il tempo che trova. Forse non lo sai ma la maternità obbligatoria dura massimo 4 mesi dopo il parto e prima dei 3 anni i bimbi non vanno alla scuola pubblica, per cui: o hai i nonni, o lo mandi al nido, o vai in aspettativa, o paghi la babysitter, o stati a casa e punto. Ripeto: non lo schifiamo il contributo, ma magari estenderlo un po' più a lungo... che so? Per un anno? Altra cosetta: l'OSM suggerisce di allattare i propri figli al seno (questo non vale per le donne di Taranto... è vita?): la riduzione per l'allattamento aiuta, ma fino a un certo punto. Non so se lo sai, ma siamo un popolo di pendolari. Chi lavora o vive nelle grandi città e passa le ore in coda per attraversarle, o vive in provincia (perchè almeno li casa la compri!) e va a lavorare pendolando sui carri merci treni o in macchina. Ecco: le due ore per l'allattamento (che per fortuna almeno quelle ci sono) te le sbatti in petto! Sono tornata al lavoro dopo l'aspettativa obbligatoria, mi tiravo il latte in pausa pranzo per il giorno dopo, tornavo a casa con mio figlio urlante e facevo si e no in tempo a togliere la giacca e lavarmi le mani prima di attaccarlo al seno. Sai com'è: attaccarsi un coso di plastica al seno non è lo stesso che allattare direttamente, produci molto meno latte.  Ho accolto la decisione della pediatra di integrare il latte con un misto di frustazione e gioia perchè proprio non ce la facevo più. Ora, lo so che ti sembrerà fantascienza, ma l'obbligo di part time fino a un anno di età del pupo non sarebbe utile? Se la donna non vuole può rinunciare, ma il datore di lavoro deve esser obbligato a concederlo. Si, mentre lo scrivo mi sembra in effetti fantascienza. Ma visto che abbiamo preso questa deriva fantascientifica... e i nidi aziendale sopra i 300 dipendenti? E l'incremento dei posti negli asili nidi comunali? E la possibilità di servizi pomeridiani per i più piccoli di tipo comunale? Forse non lo sa ma le maestre dei nidi comunali- almeno da me- sono fantastiche. Tra l'altro... andrebbero pagate in modo right (contenta? Ho usato l'inglese?).
Cara Elsa, mentre scrivo sento che mi sta per partire l'incazzatura, per i diritti negati a chi è arrivato dopo, a chi non è interessato molto che l'età pensionabile si sia alzata perchè ha la quasi certezza di non vedere la pensione, a chi vorrebbe una famiglia ma gli costa troppo, a chi nonostante tutto cerca di crearsi un futuro qui, in Italia, dove è nato, per ciò smetto.


Cara Elsa, ci faccia un pensierino, e se le serve un consiglio provi a farsi un giro al mercato che forse qualche saggia idea arriva più facilmente.

Lucia Malanotteno


Update: ho scoperto che a Milano partirà questo
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About ...ma la notte no!

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15 commenti:

  1. Vabè... ma tu vuoi la luna! :))
    In Germania ti danno 350 euro al mese per ogni figlio fino alla maggiore età. No, dico. 18 anni!!!!
    Fantascienza.
    Al contrario in Inghilterra hai il congedo parentale solo per poche settimane dalla nascita. Poi son cavoli tuoi.

    Però dai, facciamoli iniziare. Già 300 euro sarebbero qualcosina, e se il congedo parentale arrivasse a 6 mesi di età sarebbe fantastico!

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    1. e certo.... questa lettera è peggio del grande centro... è aperta a tutti!

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  3. E vogliamo parlare del congedo ai papà? Un (1) giorno obbligatorio!!!! Si legga la Fornero il blog di Fefo, papà italiano che vive in Svezia!

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  4. La Ministra sembra che avrà parecchio da leggere...magari lo facesse! Un giretto al mercato? Bella idea, saresti perfetta per lavorare nel suo entourage, qualcosa forse cambierebbe davvero!
    Cmq...piacere di conoscerti!

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  5. Se la cara Elsa fa un giro al mercato dille di passare dal mio banco che ho anch'io un paio di cosette da dirle!! Le posso spiegare i due anni che ho appena passato, e poi sentiamo se se la sente ancora di dire choosy.

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  6. Mia madre era un'operaia tessile in una grande fabbrica del nord. Nel 1972 (in epoca di rivendicazioni sindacali) la sua fabbrica aveva un nido interno per i figli dei lavoratori, un'infermeria fissa, un dottore (qualche giorno la settimana), ah! dimenticavo: l'ostetrica della mutua la seguiva prima e dopo il parto, a casa.
    Mi sembrano storie inventate quando me le racconta, pensando alle condizioni di oggi.
    Forse la Elsa non si ricorda più di quando era giovane...

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    1. fantastico dove lavorava tua mamma... un sogno! Elsa si ricorda... ma lo sport nazionale è far pagare tutto a chi viene dopo mi sa!

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  7. Sottoscrivo parola per parola mentre l'incazzatura e' partita anche a me!!!!!!

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    1. no, no calma! già l'ormone sta come sta... ;-)

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  8. Cara la mia Lucia Malanotteno, la signora in questione io la stimavo molto prima che fosse nominata ministro. Scriveva delle belle articolesse sul Sole24ore e su LaVoce.info. Poi s'è bevuta il cervello accusando sintomi tipo Mucca-Elsa-pazza. E oggi choosy (che poi vuol dire selettivo e non schizzinoso, dice la maestrina dentro di me) e domani viziatelli. Brutta ..... non completo per non crearti e crearmi problemi. Scrivi parole santissime, io a Roma sono sola ho un marito che sta in casa e quindi i ruoli sono invertiti anche se ovviamente la sua disabilità significa che certe cose non le può fare. Noi abbiamo pagato per un anno e mezzo una retta mensile di 550 euro perché una bimbetta di due anni non la puoi lasciare tutto il giorno affidata a un non vedente. Io sono rientrata al lavoro a 7 mesi, ma avevo fatto un solo mese prima, e cavolo se me li hanno fatto pesare, per non parlare del fatto che io per quasi un anno e mezzo dormivo 4-5 ore di media. Ma certo, noi siamo super donne. Che tristezza. La mia azienda non mi ha dato nulla. Io ho delle indennità di mensa ridicole (2.70 euro, non ci fai manco un panino al centro di Roma). E mi ha stupita il mio capo, estremamente progressista a parole, ma poi pretendeva risultati perfetti sempre anche se io ero uno straccio. E, per dire in tutta onestà, io non mi posso lamentare. Anche se sento la cassa integrazione che gira gira intorno come uno squalo. Ci criticano perché non facciamo figli poi quando li facciamo ci rendono la vita un inferno. Ogni volta che devo prendere un permesso per il pediatra o una semplice riunione a scuola oppure una recita mi sembra di chiedere il biglietto per le Maldive...

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    1. la cosa che mi fa più incavolare è che io ero CONTENTISSIMA dellla sua nomina. Una donna capace, competente, che fino a quel momento condivido con te aveva scritto cose sensatissime! io se non avessi mia madre non avrei convenienza quasi a lavorare, tra benzina, nido e baby sitter!(non metto pranzo fuori... non ho diritto ai buoni pasto, ma non posso pagarmi neanche un panino e una bibita per ciò... pranzo al sacco!)

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  9. Condivido appieno. sono nella tua stessa condizione. A me stanno già facendo pesare le due ore di allattamento, se fosse per loro avrei dovuto rientrare a tempo pieno. Anche x me la giornata è a incastro, e quando si ammala è un dramma, mia mamma lavora, mia suocera non abita vicino a noi (da una parte x fortuna :-)), a volte vedo tutto difficile...

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